Fedez e Ferragni, perché in Italia se hai successo sei automaticamente un disonesto




In Italia si perdona tutto tranne il successo.


L'abbiamo sentita tante volte questa affermazione negli ultimi tempi ma ribadirlo una volta di più non è mai abbastanza.

Questo deriva un po' da un retaggio cattolico, se consideriamo che il Regno dei Cieli è riservato solo ai poveracci, almeno secondo quanto afferma la Bibbia. Parte da lì l'educazione alla miseria e la demonizzazione del benessere se un ricco deve automaticamente sentirsi in colpa nell'esserlo, come se rubasse automaticamente a qualcuno, dato che è più facile far passare un cammello per la cruna di un ago piuttosto che aprirgli le porte del paradiso. 

Forse questa affermazione è stata sottovalutata, forse è stata malcompresa, il risultato è sotto gli occhi di tutti con i mezzi che abbiamo a disposizione al giorno d'oggi. Una persona che ha successo è considerata automaticamente un truffatore, uno stronzo, perché sicuramente c'è qualcosa di losco dietro, dato che l'equazione ricco=onesto non è calcolabile per chi ha subito inevitabilmente quel retaggio di cui sopra. 
 E l'abbiamo subito tutti indistintamente. Il problema è se ne siamo coscienti oppure no. 

Ne sono un esempio i calciatori, che nell'immaginario collettivo, siccome guadagnano tanti soldi e hanno fama e dieci bolidi parcheggiati in giardino, non possono permettersi di avere sentimenti, ansie, vergogne e soprattutto devono pagare con il linciaggio dei loro pseudotifosi tutti i mali del mondo che gli stessi pseudotifosi sono costretti a sopportare. Crolla un ponte? C'è una disgrazia? Un attentato terroristico? Fermate il calcio, perché non ci si può divertire in momenti del genere. Se lo guardiamo in maniera superficiale appare come un ragionamento di buon senso, ma sotto sotto non è che un modo per far pesare su un circo e sui suoi attori protagonisti il peso della loro inutilità, del loro non essere fondamentali per il progresso del mondo. Ma un personaggio sportivo non vuole nè essere fondamentale all'evoluzione umana nè salvare vite come il primario di un ospedale. Fa spettacolo. Punto. E il metro di misura per decidere se funziona quello spettacolo è la quantità di pubblico che riesce ad attirare.
Giorni fa leggevo di quanto la Champions League quest'anno sia diventata la più ricca di tutti i tempi. Secondo voi perché? Perché l'UEFA è diventata di colpo un ente benefico per le squadre di calcio o più prosaicamente perché a tutte le latitudini terrestri (ma proprio tutte), le persone si ammazzerebbero piuttosto che vederne le proprie partite? 
Ma cambiamo argomento e lasciamo per un attimo lo sport, dato che non è attività per i palati fini, gli stessi che poi troviamo a piè pagina nei commenti dell'ennesima notizia su Fedez e Chiara Ferragni. Direte voi: ma perché la stampa continua a martellare di notizie su questi due personaggi che "non hanno fatto nulla per arrivare al successo?" 

Numero 1: chi può dire che non hanno fatto nulla per arrivare al successo? Forse si tende troppo spesso a far passare come semplici le cose che rendono famosi alcuni individui fino a quando non ci tocca provare sulla nostra pelle che così semplici non sono. Voglio dire: quante persone appassionate di moda possono permettersi di inventare un blog che parla di fashion e da esso crearne un brand e un impero? Sapete farlo voi? Io no, e me ne guardo bene dal farlo perché sarebbe una vitaccia, ma soprattutto mi guardo bene da criticare chi lo fa ottenendo tutto quel successo. 
Quante persone sono in grado ad oggi di riempire lo Stadio di San Siro per un concerto? Poche. Si può discutere sulla qualità della musica di Fedez, ma non è nient'altro che il prodotto che i ragazzini chiedono a un rapper ai giorni nostri. Quindi l'impoverimento sociale è da attribuire a qualcun altro, non a lui. Vi sembra normale che il figlio di Gianni Morandi si metta a fare musica trap? TRAP? L'unico Trap che conosco allenava la Juve e l'Inter e aveva l'acqua santa in mano ai mondiali in Corea. E la colpa del successo di questa nuova dubbia corrente a chi la attribuiamo se non al pubblico stesso che la alimenta criticandola?
Per insultare Fedez ne ho lette di ogni ultimamente: dai nuovi puritani dei tatuaggi che vorrebbero tornare a quando incidersi qualcosa sulla pelle era roba da carcerati al fatto che venga paragonato a Pavarotti, nel senso che anche Pavarotti riempiva gli stadi di tutto il mondo ma "la gente non lo criticava". La gente non lo criticava? Riesumate Pavarotti ai giorni nostri e dategli un profilo Instagram: probabilmente lo chiuderebbe nel giro di una settimana per insulti beceri sul suo peso esagerato!
Chi invidia critica, chi non invidia analizza. Analizza come una persona sia arrivata a quel punto e, simpatica o antipatica che sia, ne prende ispirazione se vuole quantomeno ambire a una piccola parte di quel successo. E magari si rende conto che dietro il brand Ferragni di improvvisato c'è ben poco. 

Numero 2: la stampa è come l'UEFA di cui sopra: non è un ente benefico. Non fa nessun favore a Ferragni e Fedez a scrivere un articolo al giorno su di loro, come non ha stretto nessun accordo con il management di Cristiano Ronaldo per scrivere qualsiasi cosa gli succeda da quando è sbarcato alla Juventus. Se lo fa è SOLO ed esclusivamente perché c'è un'interesse che sconfina nell'ossessione, sia per i Ferragnez che per CR7. 
Il tenore dei commenti a quegli articoli non fa che avvalorare questa tesi. Più sono pregni di odio e più scatenano risposte infinite, dibattiti, minacce di morte, tali da stimolare la curiosità anche a chi è davvero disinteressato al tema. 
Dopo la prima partita di Ronaldo alla Juve avrò ricevuto almeno 5 messaggi su Whatsapp di insospettabili con i quali non penso di aver mai scambiato una parola sull'argomento calcio che mi chiedevano: "Ma perché Ronaldo non ha segnato almeno tre gol con tutto quello che si è detto su di lui? Ma allora è un pacco?" Immaginate le mie risate di gusto.

Se una persona mi urta di sicuro non la cerco su Instagram per vederne tutte le sue avventure, a meno che non lo faccia con l'unico intento di aspettare una sua caduta, un suo passo falso e sentirmi meno fallito di quanto non sia in realtà. Per questo l'invidioso è sempre l'utente più sfegatato e quello che genera più traffico, perché pensa di essere libero dalla sua schiavitù sbattendo in faccia, con un commento tra i migliaia, tutta la sua frustrazione addosso a persone che probabilmente non lo leggeranno mai. Con le dovute eccezioni ovviamente. Perché quando ti augurano la morte dei figli solo perché sei un giocatore di calcio ricco e famoso (vedi Bonucci), è poi difficile non reagire agli insulti. Che vita miserabile potrà fare uno squallido individuo costretto a creare 15 profili al giorno per poter sfogare la sua ira contro qualcuno che ha il solo demerito di essere riuscito a ottenere quello che voleva nella sua carriera lavorativa? E di questi personaggi pullula il mondo dei social in un modo ormai incontrollabile. 

Torniamo a Fedez e Chiara Ferragni. Qualche tempo fa si sono fatti fotografare sul loro profilo praticamente nudi, lei in bikini seduta sulle gambe di lui, intento a carezzarle una natica con la mano tatuata. Sembrava il preludere di una scena d'amore in un film dove la dissolvenza in nero lasciava immaginare quello che sarebbe successo di lì a poco.

Sembra così strano che due star del web condividano con i fan anche un momento così intimo? A me pare esattamente la naturale conseguenza di ciò che sono diventati i social al giorno d'oggi. Si condivide tutto, e molto spesso si fanno determinate cose solo per poterle mostrare al mondo.

Fedez e Ferragni sono semplicemente due persone che di questa corsa all'ostentazione hanno fatto un legittimo lavoro, cavalcando sapientemente l'onda di milioni di persone che vorrebbero essere esattamente come loro. Ed è per questo che subiscono così tante critiche dagli stessi che li seguono.

Un po' contraddittorio non trovate? Siamo sulla pagina di una star, ci aspettiamo che ci faccia vedere più cose possibili della sua vita, perché dovremmo scandalizzarci se finisce per mostrarci anche quelle più intime?

Diceva Nietzsche che il valore di un uomo è dato da quanta verità è in grado di sopportare. Il problema è proprio in questo concetto: le persone non sopportano il fatto che ci sia qualcuno semplicemente più scaltro, più furbo che ottiene quello che loro non ottengono. Ma non per malasorte o per mancanza di raccomandazioni. Semplicemente perché ci hanno detto che saremmo diventati divi del cinema, miliardari, star del rock'n roll senza rivelarci l'infinito sacrificio che c'è dietro. E in pochi sono disposti ad affrontare quel sacrificio. Di solito sono quelli che poi i risultati li ottengono.
Pensate davvero che non ci sia un lavoro dietro ogni singola immagine postata su Instagram da questi due signori? O siete convinti che basti fare una foto qualunque con un bambino in braccio per ottenere 3 milioni di like in poche ore? E perché non lo fate anche voi con i vostri figli se è così semplice? È come concentrarsi sull'ora settimanale di un programma televisivo tralasciando tutta la preparazione quotidiana proprio per arrivare al meglio durante quell'ora pubblica.  
Quando un personaggio ha successo lo si ama perché rappresenta quello che si vorrebbe essere e allo stesso modo lo si odia perché é quello che molte persone non potranno mai essere.

Fedez e Chiara Ferragni sono accusati di mettere in piazza praticamente tutta la loro vita dalle stesse persone che pubblicano la meta delle loro vacanze ancora prima di arrivare a destinazione, la tratta che farà il loro aereo, i loro piedi a bagno nell'oceano, le loro cosce in spiaggia, i loro bambini che fanno i primi passi, che mangiano la prima pappa e che vedono il mare per la prima volta. L'unica differenza è la quantità infinitamente inferiore di like e il fatto che nessuno paghi loro per indossare un costume da bagno.

Perché il like è la moneta corrente del presente e del futuro. 
E come quasi sempre accade chi ne riceve poca finisce per invidiare, e criticare a prescindere, chi ne ha in abbondanza.

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