Non è sessismo, è paura (e invidia) della bellezza



Che cos'è il mondo ideale? Ho sempre pensato fosse un luogo nel quale ogni persona a prescindere da sesso, razza, colore dei capelli e grandezza dei genitali potesse avere gli stessi diritti e doveri. È la cosa più banale del mondo e quasi quasi mi sento un pirla nello scriverla, ma pare che non sia così scontata, quando le lotte per avere uguali diritti si trasformano come sempre in lotte di supremazia. Non fanno eccezione neppure le lotte per i diritti delle donne, per le loro battaglie femministe, che sempre più appaiono come vendette contro un sesso maschile che le ha tenute in catene per secoli. 

Viviamo in tempi strambi, ma ciò che risulta ancora più noto è che, con l'aria che tira, non sia più opportuno fare apprezzamenti a una donna senza un suo esplicito consenso scritto e approvato dalla Sacra Rota. Si rischia il linciaggio, se non l'accusa per molestie, anche se per quella di solito si hanno vent'anni di tempo (chi vuole intendere intenda) per organizzare una linea difensiva.
Ormai una donna oggetto di apprezzamenti è scomoda proprio per il suo essere considerata un oggetto. Con tanti saluti al merito della bellezza, che da sempre storicamente è stata rappresentata dal corpo femminile. Viviamo tempi strambi dicevo, dove anche un annuncio "cercasi impiegata di bella presenza" è offensivo perché viene vista con sospetto l'avvenenza di qualcuno. In quel caso la polemica pretestuosa era stata generata dal fatto che non fosse richiesta la bellezza per il lavoro in questione. Annuncio sessista  e punto, come se nell'annuncio ci fosse stato scritto "cercasi donna di facili costumi per lavoro da stagista in Studio Ovale di Washington". L'assurdo stava nel fatto che nessuno si fosse indignato per il misero compenso che la tirocinante selezionata avrebbe dovuto percepire (400 euro al mese), ma tutti si sono offesi per il "bella presenza".
Bei tempi quando si potevano fare apprezzamenti, commenti, considerazioni e pure provocazioni senza avere quel retrogusto di paura perché qualcuno potesse levare gli scudi in difesa della sua categoria di provenienza. Abbiamo mezzi a disposizione che permettono a qualsiasi persona di dire la sua e di contro stiamo arrivando a un punto nel quale non si potrà più dire nulla, perché ci sarà sempre qualcuno che prenderà un commento come un'offesa.

La bellezza diventerà superata, fuori moda, con il pretesto di dare il giusto merito alla personalità, alla profondità delle persone, come se le due cose non possano essere in relazione. E così in questo contesto non ho visto nessuna femminista indignarsi perché nella Formula 1 si stanno preoccupando più dell'eliminazione delle ombrelline (le vallette che accompagnano i piloti in pista prima della partenza) perché mostrano la donna come un oggetto, che della permanenza della Ferrari nel circus. Anzi, saranno già contente di vedere a partire dalla prossima edizione del campionato il pagliaccio di McDonald vicino a Vettel, Hamilton & C., perché immaginavano orde di segaioli con il pene in mano sognando le peggio cose da fare a queste povere donne, che semplicemente erano lì per fare immagine, come se il loro non fosse un lavoro come un altro. 
E allora togliamo tutte le donne e i loro abiti succinti al Motor Show di Bologna, sostituendole con delle balene di 130 kg in pigiama con la bava alla bocca pronte a valutare qualsiasi movimento sospetto come Catone il Censore. Già che ci siamo eliminiamo anche le vallette con il cartello in mano tra un round e l'altro di un match di boxe, sradichiamo dai viali i poster di Victoria's Secret, mettiamo al bando la pubblicità di lingerie perché mostra troppa pelle di una donna, torniamo ai tempi nei quali anche una caviglia scoperta generava scandalo. Voi volete davvero un mondo così? Io per niente. 
E non perché non c'era il fascino di immaginare qualcosa, di scoprirlo e di desiderarlo, ma perché tutto quello che richiamava al sesso era visto come qualcosa di peccaminoso, proibito, da rendere un tabù, che andava censurato senza se e senza ma. E dopo tanti anni che cosa è cambiato se pensiamo alle donne trattate come oggetti solo perché usano la minigonna su un bancone in uno studio televisivo o un paio di shorts con un ombrellino su una pista di automobilismo? È davvero questo che ostacola la rincorsa agli uguali diritti del sesso femminile? 

Recentemente leggevo un articolo interessante nel quale si cercava di capire come i commenti sessisti e da camionista alla quinta pinta di birra non fossero solo ed esclusivamente appannaggio dei maschietti nei confronti delle donne, ma che la cosa fosse assolutamente paritaria. Nessuno infatti ha levato gli scudi a favore della categoria di uomini per un diciottenne sul palco di un reality show che veniva fatto oggetto di eruttazioni tipo "Squirto", "ti scoperei forte" e cose di questa risma. D'altronde una donna che tocca il sedere a un uomo non otterrà mai una denuncia per molestie come succederebbe ormai al contrario. 
La cosa più insopportabile è il passaggio sempre più marcato a un appiattimento delle differenze tra uomo e donna, protendendo verso un essere androgeno che dev'essere sia maschile che femminile, o in molti casi né uno né l'altra. E invece non perderò mai la convinzione che uomo e donna siano profondamente diversi, due mondi molto spesso agli antipodi ma assolutamente compatibili proprio in quanto distinti tra di loro. L'uomo avrà un modo di approcciarsi a una donna che deriva dal suo essere cacciatore (oh cazzo, qualche vegano mi lapiderà con il seitan), la donna avrà un modo di fare differente che deriva dal suo essere accogliente. Facciamocene una ragione.
L'ipocrisia e lo sbilanciamento della censura è già una realtà e basti vedere un uomo che commenta nella maniera più spinta una foto di una donna sul suo profilo e una donna che commenta in maniera altrettanto spinta una foto di un uomo sul suo profilo. Il primo è ormai additato come un molestatore, la seconda è un'innocua simpaticona esplicita senza peli sulla lingua. Sarebbe bello e giusto riconoscere che nessuno dei due, nè quello col pene nè quella con la vagina, siano una minaccia su cui valga la pena interrogarsi fino ad allertare l'organizzazione dei diritti umani.

 Il sessismo dov'è in tutto questo? Io lo vedo proprio nel tentativo di difendere la donna dall'orco nero come se fosse una specie protetta. Facciamola sentire speciale amandola, non mettendola in competizione spietata con un uomo e isolandola come un orso bianco in via di estinzione. È questo che rende insopportabile e stucchevoli a volte molte battaglie anche legittime sulla violenza di genere. Anche perché si continua a chiamarla violenza di genere, quando invece esiste esclusivamente la violenza del più forte sul più debole, ma questa non ha sesso, razza o colore di capelli. Va combattuta come si combatterebbe contro il peggiore dei nemici.

Le donne reclamano quote rosa in politica e sul lavoro? Trovo una cosa abominevole stabilire che ci debbano essere un tot di donne in un parlamento in quanto tali. E dov'è il merito? Vuoi diventare presidente della repubblica nel tuo Paese? Sii libera di farlo e ti scontrerai con tutti gli ostacoli del caso. Altrimenti domani l'associazione di transessuali liberi chiederà le sue quote rosa perché loro vorranno legittimamente reclamare il loro diritto all'esistenza nel panorama politico. Poi si sveglieranno gay, lesbiche, sadomasochisti, ebrei, e tutti quelli che si sentono defraudati dal mondo. E tanti saluti alla meritocrazia una e trina. E questo non vuol dire che domani non ci possiamo ritrovare un presidente trans, gay o con qualsiasi inclinazione sessuale, purché sia il migliore e non per i suoi gusti sotto le lenzuola o per il suo genere.

Se poi vogliamo parlare di diritti davvero, di come in molti campi le donne già calpestino brutalmente gli uomini, facciamoci un giro dai tanti padri single divorziati finiti letteralmente in rovina per colpa delle ex mogli che li hanno ridotti sul lastrico e costretti a vedere i figli una volta al mese accompagnati per diritto divino. 
Facciamoci un giro in Argentina, dove ormai in molti casi vale solo la testimonianza di una donna per incriminare un uomo per violenza sessuale e ci sono uomini innocenti che marciscono nelle galere senza aver fatto assolutamente nulla, avendo avuto solo la malasorte di incrociare il destino con una donna che voleva distruggerli.
Il mondo sarebbe un posto migliore se a comandarlo fossero le donne e se gli uomini recitassero la parte dei comprimari. Questo mi è toccato ascoltare di recente. Ma la malvagità non ha sesso, razza e colore di pelle. Malvagità rimane, anche perché tendenzialmente le donne sono sempre più vendicative e rancorose dell'uomo medio che si accende e spegne con la stessa rapidità di  un fiammifero. Tempo fa ci sono stato per un mese a Buenos Aires e dintorni. Bellissima città, cultura molto affine a quella italiana, ma una cosa non mi è piaciuta per niente e ho trovato riscontro alle mie perplessità discutendone con le persone che ci vivono: il femminismo più duro (che in molti casi è odio pregiudiziale verso chi possiede un pene) è talmente radicato nella cultura locale che molte ragazze hanno acquisito un'abitudine nel vestirsi in maniera sciatta, senza curarsi molto del loro aspetto, senza un filo di trucco, con i capelli arruffati come dopo una siesta pomeridiana. Questo di per sè é assolutamente legittimo, ognuno vada in giro come gli pare, ma è il motivo a lasciare basiti. Lo fanno per non svegliare nell'uomo molestatore l'istinto animale, non certo perché trovano accattivante andare con le babbucce in metrò.
 Premesso che sono un odiatore convinto della chirurgia plastica, del trucco esagerato, dei tacchi a spillo a tutti i costi e che secondo me una donna è bella soprattutto quando si sveglia la mattina senza artifizi, con gli occhi impastati dal sonno e con l'alito di vino della sera prima, trovo che questo modo di fare sia come darla vinta al carnefice invece che alla vittima. Perché un po' di fard e di fondotinta non penso abbiano mai ucciso nè fatto uccidere nessuno. Il non volersi abbellire per non attirare l'attenzione somiglia molto al marito che si taglia i testicoli per fare un dispetto alla moglie che lo cornifica. È proprio darla vinta a quel concetto insopportabile riassunto nelle parole "se l'é andata a cercare", riferendosi a una donna stuprata che indossava la minigonna o un vestito cosiddetto provocante.
Va combattuta la violenza, la stupidità umana, l'educazione sempre più approssimativa che genera mostri che hanno un'erezione appena vedono una coscia lievemente scoperta in metropolitana, ma qua pare che sia molto più semplice eliminare il problema alla radice mettendo in cattiva luce la semplice bellezza. E così come al solito insieme all'acqua sporca si butta anche il bambino e ci si sente rivoluzionari, felici, contenti, androgeni e inguardabili. In questo modo saremo tutti inavvicinabili dal più depravato dei molestatori, semplicemente perché saremo inavvicinabili e basta.



Comentarios

Entradas populares