VENEZUELA, qual è la verità sulla crisi senza fine?


Le elezioni farsa dell'Assemblea costituente appena celebrate hanno sancito che in Venezuela la democrazia è definitivamente andata a farsi benedire. Maduro ha del resto dalla sua qualcosa che è garanzia di stabilità al governo molto di più di quanto non sia l'appoggio del popolo: l'esercito dalla sua parte.

I vertici delle Forze armate, che dai tempi dell'insediamento di Hugo Chávez hanno accumulato un potere politico e un benessere economico senza precedenti, sono troppo collusi con il sistema per staccare la spina a un governo fallimentare sotto tutti i punti di vista e che ha dimostrato ancora una volta quanti danni può fare l'ignoranza al potere. Tentativi di insurrezione come quello di qualche giorno fa sono poco più che il fastidio di un sassolino nella scarpa dell'ex autista di autobus e decisamente troppo poco per destituirlo. L’opposizione è divisa e assolutamente priva dei mezzi necessari per incidere sulla direzione politica del paese.
Davanti a questo quadro desolante ci tocca leggere teorie cospirazioniste o video un tanto al chilo che dimostrerebbero come la situazione in Venezuela sia tranquillissima, sostenendo che la stampa è come sempre genuflessa agli Stati Uniti, che non vedono l'ora di intervenire con le loro bombe democratiche per ristabilire l'ordine. Negare che gli Usa facciano dell'ingerenza la loro arma principe in politica estera è come negare che il sole sorga a est. È pur vero che gli Stati Uniti sono come quella suocera che se vede un barlume di crisi tra il figlio e la nuora inizia a mettere "zizzanie" per far sprofondare il matrimonio. Insopportabile, vero, ingerenza che fa salire la pressione dal nervoso, verissimo, ma certo è che se la porta della crisi fosse sbarrata con un chiavistello nessuno, neppure la peggiore delle suocere, potrebbe mettere un piede tra lo stipite e l'ingresso.
Detto questo vorrei che i cospirazionisti facessero due chiacchiere con i duemila venezuelani che ogni giorno passano le frontiere venezuelane e colombiane per venire a vivere in Ecuador, la maggior parte dei quali alle ultime elezioni nel 2013 hanno votato per Maduro ed erano tutto tranne che antichavisti.
Ovviamente, secondo i complottisti, anche il Vaticano e il Mercosur si inventano di sana pianta la crisi venezuelana e i punti che vuole approvare la Costituente appena eletta sono un'invenzione. Punti che fanno accapponare semplicemente la pelle e che ridurrebbero uno dei paesi potenzialmente più ricchi del mondo alla stessa stregua della Corea del Nord.
Un Venezuela sempre più isolato diplomaticamente nell’emisfero, con un margine di manovra ridotto anche dal prezzo sempre più basso del petrolio, sarebbe costretto a dipendere per la propria sopravvivenza dalla Russia e dalla Cina, che sarebbero interessate a tenere in vita un regime alleato nella zona d’influenza degli Usa, riproponendo quello che successe durante la Guerra Fredda con Cuba. Sono stato a Caracas quattro anni fa, ai tempi dell'insediamento di Nicolas Maduro e difficilmente potevo immaginare che in neppure una legislatura la situazione andasse così fuori controllo. Basti pensare che quando cambiai la moneta locale era maggio del 2013 e con un dollaro si compravano 29 bolivares. Qualche giorno fa il cambio tra la moneta Usa e la valuta venezuelana era di 1=19'000.
 
Basterebbe solo questo dato per far capire che qualcosa è sfuggito di mano a chi governa. Ma tanto per loro la colpa sarà sempre dei gringos e il Venezuela andrà verso un periodo di prosperità tale da non avere neppure più bisogno di carta igienica e latte sugli scaffali. 








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