Gli Antisistema, i veri cani da guardia del Sistema




Cosa impedisce una vera rivoluzione?
I cosiddetti e fantomatici potenti?
Le mafie?
I cattivi banchieri che speculano sulla povera gente e quasi mai fanno gli interessi dei poveracci?
Il sistema che alza le barricate per non trovarsi davanti al proprio tramonto?

Forse quest’ultima.
Il Sistema che genera le sue stesse tossine, in modo da sapere benissimo come neutralizzarle.
Il Sistema che crea il cancro per dar l’illusione di dover capitolare da un momento all’altro. Peccato che questo non capiti mai, dato che chi crea una malattia di solito ha già pronto l’antidoto in un cassetto.
La malattia in questione si chiama Antisistema, ovvero quello che ai più vuol far credere di essere dalla parte giusta.
I cosiddetti buoni.
I cosiddetti onesti che dimezzano il loro stipendio per dare il buon esempio, quelli che sollevano sommosse popolari se un politico ruba, quelli che con cadenza annuale si ritrovano in raduni di proporzioni bibliche per far sentire la loro voce, utili quanto sono utili le settimane dell’odio nel libro 1984 di George Orwell.
Utili si, ma utili al Sistema stesso, che grazie a quei periodici boati che finiscono al vento si può garantire un abbassamento della pressione che monta dalla disperazione sociale.
Un disperato vede nel suo parlamentare di riferimento che lo ascolta nelle piazze qualcuno con il quale sfogarsi, dal quale sentirsi rappresentato e quindi in un certo senso aver l’illusione di non essere completamente dimenticato.
Peccato che quel parlamentare conti come il due di spade quando la briscola è la mazza, quella mazza che prende tutti i giorni sui denti senza neppure rendersene conto.
L’Antisistema è così il can che abbaia e non morde. 
Chi reputa credibile uno che dalla mattina alla sera minaccia di venirvi a bruciare la casa e ad ammazzarvi, ma solo quando avrà un esercito potente a sufficienza per poterlo fare? Ovvio che quando si presenterà davvero alla vostra porta avrete già alzato le barricate.
Chi vuole fare una rivoluzione vera e propria le cose le fa, non dice di farle. 
Cito Rafael Correa, un esempio che conosco perché da un po’ ormai vivo nello stato che governa. Correa aveva già le idee ben chiare su quello che doveva fare per rivoluzionare le sorti del suo Paese bistrattato. Non mi risulta però che avesse organizzato V-Day annuali dove sosteneva che avrebbe cacciato tutti i potenti a calci in culo. 
È andato a studiare ad Harvard, praticamente a casa del nemico, era ministro dell’Economia nel governo precedente al suo e ha tirato giù la maschera davvero solo quando ha preso il potere. Da lì ha iniziato a fare quelli che molti minacciano di fare ma non faranno mai: la rivoluzione. Mettendosi contro i poteri forti per difendere il suo Paese, facendolo però da una posizione di potere.
Qui adesso la maggior parte degli anti-Correisti sono quelli che lucravano sulla corruzione diffusa e che adesso sono costretti a pagare le tasse fino all’ultimo centesimo, sfruttando al contempo tutti i servizi che un Paese come l’Ecuador fino a vent’anni fa poteva solo invidiare ai vicini.
Ma torniamo al nostro commediante e alla sua lotta contro il sistema.
Una lotta giusta dicono molti, ignorando la funzione vitale che lui stesso ha per il sistema che combatte. Se non ci fosse Grillo in Italia, dove si canalizzerebbe la protesta? Violenza probabilmente. Per quello lui stesso, e in questo è assolutamente sincero, dice che i potenti dovrebbero ringraziare lui e il suo movimento, perché altrimenti la protesta sfocerebbe in qualcosa di incontrollabile. E infatti il sistema ringrazia allegramente, dando alla protesta il biscottino della rappresentanza in parlamento, togliendo tutto il resto e facendo diventare l’Antisistema il suo più agguerrito cane da guardia.
In molti pensano: e se un giorno Grillo ottenesse davvero la maggioranza? 

Tutto è possibile, anche che domani l'Isis invada il Perù e ne faccia una colonia latina del Califfato. 

Qualcosa però mi dice che questo non accadrà mai:

1°, perché come detto prima, sbraitando ai quattro venti che si vuole uccidere una persona, quella persona prenderà tutte le precauzioni possibili. Non si è mai visto un agente infiltrato che entra in una banda criminale e prima di smantellarla dal di dentro dichiara di essere della polizia. Verrebbe fatto a pezzi.
2°, perché l'Antisistema fa da parafulmine al sistema stesso canalizzando la protesta. Il fulmine colpirà il tetto di un'abitazione solo quando il parafulmine sarà stato eliminato.
3°, perché periodicamente e scientificamente c'è sempre qualche dichiarazione dei guru o di qualche parlamentare che sembra fatta apposta per essere buttata in pasto ai detrattori, abbassando così il consenso quando sembra che possa aumentare.

In molti affermano che le lotte del suo Movimento siano sacrosante.
Denunciano molte cose che non vanno nei palazzi del parlamento. Il risultato? Indignazione. Che genera schifo, apatia e ulteriore distacco dalla politica, che automaticamente diventa stadio.
 Infatti quell'indignazione viene scientemente canalizzata nei periodici raduni di piazza, in modo che si urli al vento per non far cambiare nulla. 
Quell'indignazione non porterà mai una sommossa vera e propria. Non si passerà mai dalle parole ai fatti fino a quando il pane sarà presente nella dispensa. Anche se fuori dal giardino tutti rubano.
Dicevamo delle lotte del Movimento, che a molti sembrano sacrosante.
Tutto è utile, anche spazzare il pianerottolo di casa. Se per spazzare il pianerottolo di casa si mobilita tutto il condominio c’è però qualcosa che non va, soprattutto mentre il palazzo sta andando in fiamme.
Ecco. Questo, proprio questo è il Movimento Cinque Stelle. Un gruppo di persone che stanno ripulendo i pianerottoli di un palazzo che sta crollando, lamentandosi perché in molti non danno loro sostegno.
È utile  dimezzare lo stipendio? È davvero utile dare il buon esempio in un Paese mafioso nel dna? 
Il buon esempio sarà sempre visto come il gesto di un idiota se viene fatto all’interno di un’organizzazione criminale.
Quindi non farlo sarebbe meglio?
Per quanto mi riguarda la cosa è completamente irrilevante, esattamente come lo sarebbe lucidare le maniglie al Titanic.
 
Per questo, almeno in Italia, l'unica alternativa è quella di uscire dal parlamento e lasciare che i burattini del Sistema finiscano il loro sporco lavoro e che rovinino completamente quel poco di buono che è ancora rimasto, che spolpino del tutto la carcassa del cadavere che qualcuno ancora vede come un animale in salute.
Lasciare quindi che il Paese conosca davvero la fame e la disperazione. Che le code chilometriche siano alla Caritas per mangiare, non all'Apple Store per il nuovo modello di iPhone. 
Solo così le rivoluzioni auspicate da una poltrona comoda e da un pc diventeranno l’unica alternativa alla fame, a parte ovviamente la fuga.
 Io sono uno di quelli che è scappato in tempi non sospetti dal proprio Paese natìo. Si, scappato, non mi vergogno ad ammetterlo. Io da una barca che sta colando a picco scappo, senza sentirmi un pusillanime e senza voler fare l’eroe a tutti i costi. 
Mi manca il mio Stivale, mancano gli amici di una vita, mancano una serie di cose, ma non mi rivedo più in Italia più stabilmente di due mesi all'anno.
La Mafia ha vinto in Italia perché è riuscita a ribaltare nella mente delle persone il concetto di giusto e di sbagliato. Per quello spazzare il pianerottolo o restituire la metà di uno stipendio sono cose oramai addirittura controproducenti. Che senso ha lasciare metà dell'emolumento allo Stato se i cordoni della borsa li controlla un ladro?
Quando un palazzo sta crollando su sé stesso, c’è solo una cosa da fare: scappare, lasciarlo sbriciolarsi, dopodiché tornare e costruire di nuovo, ma non prima di aver bonificato tutto il terreno dalle fondamenta marce che erano state piantate in precedenza.
Fondamenta ormai pregne di pressapochismo, di lassismo, di furbetti del quartiere, di bulli di periferia e di autoreferenzialità, di invidia e di frustrazione, di omertà e di persone che puntano il dito contro chi se ne va via, come se a loro impedissero di espatriare.
 L’Italia è ormai da anni avvolta da una nube nera che minaccia un tornado e qualcuno con le migliori intenzioni del mondo (apparentemente) che sta facendo di tutto perché non cada la prima goccia d'acqua.
Invece bisognerebbe proprio fare la danza della pioggia.
Sarebbe un disastro, ma anche una liberazione.

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