ECUADOR, Graffi, ferite e cicatrici


Ci sono persone che passano nella vita di qualcuno e non lasciano traccia, altre qualche graffio, alcune ferite profonde che hanno bisogno di tempo per rimarginarsi. Poi ci sono quelle che lasciano vere e proprie cicatrici.
Dopo aver accompagnato una persona per mesi, anni o lustri fisicamente, lasciano che il loro segno permanente faccia il resto, quando inevitabile arriva il momento in cui due percorsi si allontanano.

Le persone scelgono percorsi diversi tra loro, perché sono quelli più familiari a loro, quelli nei quali possono indossare gli scarponi più comodi e più consoni per non doversi fermare ogni dieci minuti.

Bisognerebbe gioire di questa separazione inevitabile, lasciando da parte tutti gli egoismi che portano a far sentire obbligata una persona, solo per amore nei confronti di un'altra, a percorrere un cammino che non sia più il suo.

Non ha senso mettere una trota in mare solo per l'egoismo di un pesce più grande che finirà per mangiarla e di fatto annullarla.

Nessuno afferma che sia facile.
Nemmeno scalare una montagna è facile, ma non per questo uno scalatore con gli attributi rinuncia all'idea di arrivare in cima.
Bisogna scegliere se rendersi conto di non avere gli attributi o rendersi conto che non si è mai voluto veramente arrivare in cima.
Per una spedizione sull'Everest si parte in 30 per esempio, ma nessuno garantisce che quei 30 arrivino tutti a destinazione. Colui che si fermerà prima sarà chi non si troverà più a proprio agio con il freddo e le intemperie da sopportare per andare avanti, facendo inevitabilmente spazio a chi lo vuole più di lui e scegliendo di fermarsi o di tornare indietro.

Resta il fatto che le cicatrici rimangono.
Sono visibili in maniera direttamente proporzionale a quanto in profondo una persona sia arrivata a toccare i sentimenti di qualcuno.
All'inizio fanno male, in quanto sono ancora semplici ferite, ma con il tempo, quando il sangue sarà andato via, diventeranno armoniose con la pelle circostante, facendo dimenticare chi è così fortunato da possederle com'era la sua pelle prima che spuntassero.
Gli faranno ricordare, guardandole giorno dopo giorno, quanto sia stato forte a rialzarsi dopo una caduta.

D'altronde le cicatrici sono vita.
Un corpo di una persona senza cicatrici è un corpo di una persona che non ha mai vissuto veramente. 













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