ECUADOR, Vivere senza futuro

Che cos'è il futuro?

Tanto per fare una metafora, potremmo paragonarlo a una pallina pazza che ci rimbalza davanti, ma che sembra impossibile da afferrare. Questo potrebbe un minimo rendere l'idea di tutti gli sforzi vani che si fanno nel tentativo di raggiungerlo, sacrificando nella maggior parte dei casi quello che c'è vicino, mentre si corre disperatamente verso chissà quale traguardo.

Per dare meglio l'idea della sua esistenza ingannevole, potremmo però paragonarlo all'orizzonte: per quanto un'imbarcazione si spinga al largo delle coste, la linea che separa cielo e mare si manterrà sempre alla stessa distanza.

Tempo fa ho scambiato due chiacchiere con una persona che mi ha chiesto quali fossero i miei programmi per il prossimo anno. Mi sono reso conto, in quell'esatto momento, di come negli ultimi sei mesi abbia radicalmente smesso di coltivare aspettative e di conseguenza di fare troppi piani per il futuro. 
La mancanza di schemi e di routine del resto, fa si che la distanza temporale tra il presente e un ipotetico futuro si assottigli sensibilmente.
Per ciò che mi riguarda, l'aspettativa non è più cosa farò e dove sarò fra un anno, ma al massimo dove sarò tra una settimana.

Quasi ogni persona a parole auspica slogan come Life is Now, Qui e Ora, senza però, nella maggior parte dei casi, afferrarne il concetto essenziale.
Vivere il presente significa alzare gli occhi, guardarsi intorno e rendersi conto di quanto tutto quello che ci circonda sia perfetto e armonioso, anche quando sembra proprio il contrario, in quanto determinato da noi molto prima.
E' difficile accorgersi di determinare la propria condizione a prescindere dalla volontà: per questo spesso si continua nell'assurdo meccanismo che consiste nel farsi domande per le quali non esistono risposte, comportamento che sta alla radice di ogni sofferenza.

Il futuro si determina, a prescindere dal fatto che non esista.
Eccome se si determina, che ce ne si renda conto o meno di questo aspetto.
Più si è coscenti della sua inesistenza e più il presente che si vive giorno dopo giorno apparirà più colorato e variegato, non tanto e non solo perché ogni momento lo si apprezzerà nella sua unicità, ma perché un giorno vissuto pienamente condizionerà positivamente quello successivo.

Il segreto sta nel seguire l'esatto contrario di quello che vuole far credere la società per come è concepita. 
Attualmente si vive come se non si dovesse morire mai e tante volte si muore senza aver vissuto veramente, mentre bisognerebbe vivere come se si dovesse morire ogni notte prima di addormentarsi, ringraziando la natura la mattina dopo per essere risorti.
In questo modo ogni giorno sarebbe una vita a sè con protagonisti e sensazioni sempre differenti, anche se le persone intorno sembrano apparentemente le stesse. Si, avranno le solite facce, gli stessi odori e uguali espressioni ma subiranno inevitabilmente un piccolo cambiamento giorno dopo giorno, percepibile solo da chi si rende conto della mancanza del futuro stesso e quindi della presenza del presente.

La maggior parte delle persone vive l'oggi come se il domani dovesse per forza essere migliore e come se avesse sempre una quantità di tempo infinita per concedersi la sua felicità. 
Per riuscire a essere felici però, bisognerebbe ragionare come se il tempo a disposizione non fosse mai abbastanza.
E' capitato quasi a tutti di sottostare a lavori o a regole che a volte umiliano la straordinaria unicità dell'essere umano per potersi permettere un sostentamento, nell'attesa che il futuro riservasse chissà quale colpo di scena.

Per un impiegato che si alza la mattina con l'unico desiderio che la giornata finisca in fretta per riposare, il futuro riserverà una vita di attesa e qualche ora d'aria un giorno alla settimana, vissuto con la fame di chi non vede un pasto da giorni e che si ingozza fino a star male non appena scorge una tavola imbandita.
Ma vivere è un'altra cosa. E' gustare, assaporare, cibarsi delle cose ogni volta che l'anima lo richiede, è respirare a pieni polmoni, lasciando l'ansia e lo stress ai robot telecomandati.
Sono ancora troppi quelli che vivono nella speranza di un domani migliore, sacrificando con lavori al limite della schiavitù fisica e psicologica l'unica cosa che esiste davvero, vale a dire il presente.
A che scopo? Per poter vantare uno status quo che fa felice più le persone intorno di colui che lotta per raggiungerlo. Vivere per lavorare, per acquistare l'automobile per andare a lavorare? Vai a piedi, fatti una passeggiata e potresti anche fare a meno di abbassare la testa davanti a qualcuno. Sacrificare anni di vita per pagare un mutuo come se il tempo non finisse mai, dando la priorità a un traguardo lontanissimo e ipotetico ai danni dell'unica cosa che conta davvero, vale a dire il cammino stesso.

A parole chi baratterebbe una vita sacrificata quasi del tutto con una ipotetica morte gloriosa?
Nessuno!
A parole...
Nei fatti, è quello che fanno quasi tutti, per arrivare in punto di morte e rendersi conto che se mai ci fosse stato qualcosa di glorioso, quello era la vita stessa, non certo la morte.

Quindi?
Esiste una ricetta per vivere il presente sacrificando il futuro?
Forse, ma qui non c'è nessun alchimista con la formula magica pronta.
Bisogna fermarsi un attimo, a prescindere da quello che si stia facendo e farsi la sola domanda che avrà sempre una risposta in questi casi: ne vale davvero la pena? O si sta vivendo una vita che fa contenti tutti tranne chi la sta vivendo?
Le certezze che si costruiscono giorno dopo giorno rischiano di diventare come un muro tra noi e la felicità, se non si ha il potere di scelta su di esse o se si costruiscono perché si ha paura di non rimanere in piedi senza il loro sostegno, facendo diventare la vita come un lungo sonno dal quale ci si sveglia di tanto in tanto solo a sprazzi.
In questo caso, parafrasando Woody Allen, la vita diventerà quella cosa che succede mentre si è occupati a fare altro.



Ps: il mal d'altura è ormai un ricordo lontano e Banos de Agua Santa mi (ci) ha regalato uno spettacolo della natura unico, oltre al secondo round a cavallo.



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