ECUADOR, Essere all'altezza di Quito



Ci sono svariati aspetti da descrivere riguardo a una città come San Francisco de Quito, punto più alto dell'Ecuador e capitale tra le più alte al mondo. Prima di descriverne aspetti positivi e non, un consiglio spassionato: Quito si trova a quasi 3000 metri sul livello del mare e con gli inconvenienti che ne conseguono per chi non è abituato alle altezze elevate. E' sempre più prudente, per coloro che arrivano in Ecuador da fuori, fare tappa in una città più bassa, che non sia sulla costa preferibilmente, acclimatarsi qualche giorno e poi salire alla capitale sperando di trovare un autobus con un autista che non pensi di essere Fernando Alonso (gli autisti di autobus squilibrati sembrano una costante un pò di tutto il Sud America).
Questo per evitare di fare avanti e indietro tra casa e ospedale per due settimane, a causa di tutti i sintomi dei quali si può soffrire, alcuni anche abbastanza preoccupanti.
Si va dal costante fiatone dopo una chiacchierata o dopo aver mangiato, al malessere generale che impedisce di fare lunghe camminate senza avere il respiro corto, una cefalea perenne come dopo una botta in testa, fino ad arrivare a spiacevoli sintomi come parte del viso addormentato come dopo un'anestesia, problemi di circolazione alle mani e dolori muscolari in tutta la parte sinistra del corpo che, soprattutto ad ipocondriaci come me, fanno gridare all'ictus o all'infarto imminente.
Normalmente il corpo impiega due/tre settimane ad ambientarsi al nuovo clima e alla minore presenza di ossigeno nell'aria.
E così, dopo due settimane nelle quali la cosa più accattivante che potessi permettermi era stazionare sotto l'albero di un parco, mi sono finalmente ristabilito, iniziando ad apprezzare quello che la Firenze del Sud America offre.
Chiamata comunemente Luz de America, dato che è stata la prima città latina a ribellarsi alla colonizzazione spagnola nel 10 agosto del 1809, Quito vanta un centro storico riconosciuto dall'Unesco Patrimonio dell'Umanità e premiato come centro cittadino meglio conservato di tutto il Sud America. In mezzo ai vari monumenti spicca Plaza San Francisco, autentica perla rimasta perfettamente ai tempi della colonizzazione come fosse un enorme teatro di posa.
Quito è una capitale in piena espansione, ha zone che somigliano in modo esagerato a quartieri di Bogotà e una conformazione metropolitana che si avvicina molto a quella di Medellin, dato che si estende più in lunghezza che in larghezza, con i vulcani spenti che la circondano come se dovessero proteggerla.
Anche il clima è molto simile alla capitale colombiana; fresco e arieggiato per la maggior parte della giornata, ma con il sole ecuatoriale che quando fa capolino scotta così tanto da benedire il momento nel quale ritorna dietro le nuvole che coprono quasi costantemente il cielo.
Quito è rumba, per usare ancora un termine colombiano, con la sua Calle La Ronda piena di artisti di strada e locali notturni rimasti alla loro struttura coloniale nei quali risuona la musica tradizionale latina. O la più turistica Plaza Foch, nel quartiere rosa della città, dove confluiscono la maggior parte degli stranieri per fare bisboccia e dove infatti i prezzi si alzano sensibilmente.
Quito è anche sette parchi cittadini che, oltre ad avere al loro interno campi sportivi e strutture per ogni tipo di attività ricreativa, rappresentano il polmone della metropoli, vero e proprio rifugio per i poveri sconsiderati che arrivano in una città alta 3000 metri direttamente dal mare, senza prendere  peraltro nessun tipo di precauzione.
Quito è anche e soprattutto Teleferico, un metro cable molto simile alla funicolare di Caracas, dal quale si può apprezzare ancora più dall'alto la capitale ecuatoriana in tutta la sua interezza. Per questo c'è tempo però: prima devo vincere la paura di ammalarmi nuovamente per la mancanza di ossigeno.
Bei tempi quando mi lanciavo con un paracadute dai monomotori a 4500 metri di altezza e il mal d'altura lo consideravo solo una cosa per alpinisti...










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