VENEZUELA, Il Paradiso dannato



Ne ho sentite di tutte i colori sul Venezuela. Ho accettato senza scompormi più di tanto i giudizi nei miei confronti da parte di coloro che consideravano passare da queste parti come un autentico suicidio. Oltretutto, dopo la morte di Chavez, avvenuta un mese prima del nostro arrivo, anche a Cuba avevamo trovato molte persone che ci sconsigliavano di venire qui sotto campagna elettorale. Il timore di faide che avrebbero approfittato del momento instabile che la dipartita del presidente genera  ci aveva del resto fatto pensare a un cambio di percorso verso il Messico. Appurato che anche il Messico non è messo proprio bene in quanto a sicurezza in questo periodo, alla fine ci siamo fidati delle campane di chi in Venezuela ci vive e che ci avrebbe ospitato, optando per non modificare di una virgola il percorso originario. Non subire il condizionamento che genera anche soltanto il nome Caracas per me è stato quasi impossibile, nonostante le persone che ci ospiteranno nella prima parte della nostra permanenza qui avessero organizzato il nostro arrivo nei minimi particolari, mandando un autista all'aeroporto principale della capitale che ci avrebbe accompagnato fino all'Escuela Latina Americana de Medicina.  Il Venezuela è un paese che ha appena perso una personalità forte e scomoda come Chavez, ma la prima impressione è che a un mese dalla morte la gente non lo pianga più di tanto. Gli oppositori perché in disaccordo con la sua politica, speranzosi di poter approfittare del vuoto lasciato per arrivare al potere e i sostenitori perché lo considerano ancora vivo in quanto ha tracciato un sentiero che chiunque potrà seguire al posto suo.
L'ELAM Salvotor Allende è l'università di medicina fortemente voluta da Chavez per far cooperare fra di loro gli stati dove la sanità è più problematica. Gli studenti qui arrivano da quasi tutta l'Africa e l'America Latina per studiare Medicina Integrale Comunitaria, un tipo di medicina basato principalmente sulla prevenzione delle malattie più gravi che ancora proliferano nei paesi di provenienza degli studenti. C'è molta politica e integrazione oltre a materie specifiche di medicina tra i banchi di scuola di questo progetto. Arrivati all'Università faccio la conoscenza di Sandra Moreno, la direttrice della struttura con la quale Fabiana aveva collaborato tre anni fa per la stesura della tesi e grazie alla quale ci possiamo fermare qui come fossimo a casa nostra.  L'ELAM è la classica goccia di calma in un mare di turbolenza. E' un micro-mondo controllato a vista dalla Guardia Nacional Bolivariana e situato in uno dei barrio più pericolosi dell'area metropolitana di Caracas.  Per chi non lo sapesse i barrios sono la versione venezuelana delle favelas di Rio de Janeiro. L'impatto che si ha della capitale quando la si scorge in lontananza è quello di un bunker circondato da montagne di lamiera e mattoni. Le abitazioni sorgono in modo del tutto improvvisato e abusivo una sopra l'altra, ricoprendo completamente la forma delle montagne che fanno da sfondo al centro. In alcune di queste aree di periferia i servizi igenici sono un lusso e a causa della costituzione così particolare  dei quartieri realizzare una fognatura per lo scarico è un'impresa titanica.
Rendere i barrios zone tranquille è una di quelle sfide sulle quali in molti hanno perso consensi. Chavez dal canto suo ha iniziato un'opera di alfabetizzazione dei più giovani, inviando squadre di professori in missione per dare i fondamentali ai più svantaggiati.
Caracas è un luogo violento dicono. Le statistiche  parlano chiaro: ci sono poche città al mondo dove il numero di omicidi non sia più elevato di questa megalopoli incastonata tra i monti venezuelani della Cordigliera della Costa che la circondano come per braccarla.
Caracas ha però anche il fascino perverso del pericolo, dell'impressione che la vita da queste parti si perde per poco e che quindi più di ogni altro luogo al mondo bisogna godere di ogni più fugace attimo, finché dura.







Comentarios

Entradas populares