VENEZUELA, Diventerò un cane mannaro


Uno prende tutte le precauzioni possibili e immaginabili, (va beh, ora non esageriamo!), gonfia i maroni di effetti personali al punto da sembrare Rocco Siffredi in vacanza, ascolta allo stremo della tolleranza tutti quelli che dicono (senza mai averci messo piede ovviamente) che il Venezuela è il paese più pericoloso del mondo e sbircia su internet le foto rubate ai barrios di Caracas convinto che li vedrà solamente con il binocolo. Ma qualcuno poteva avvisarmi dell'aggressività dei cani almeno? Qui come a Cuba la piaga dei randagi è quanto mai evidente (forse aspettano di ospitare una manifestazione sportiva come è successo in Polonia e Ucraina per fare uno sterminio di bestie e tanti saluti agli animalisti), talmente tanto che diventa una consuetudine passeggiare con a fianco qualche cane che girovaga per la strada senza padrone nè museruola. Mi ha aggredito un randagio quindi? Nemmeno per sogno.
Il pericolo è arrivato durante una normale mattina a San Felipe mentre cercavo di accaparrarmi i migliori dolci di una pasticceria colombiana svegliandomi più presto del solito. Passeggiavo baldanzoso in una strada secondaria senza accorgermi di un cancello aperto e di tre cani che mi aggredivano senza quasi lasciarmi il tempo per rendermene conto. Uno di loro mi mordeva a un polpaccio facendomi imprecare (in siciliano stretto ovviamente) per farlo allontanare. Fortunatamente il cane non si è accanito sulla ferita che mi ha provocato, fuggendo via spaventato più di me. 
Il bello deve ancora venire però...
Il proprietario dei cani, incolpevolmente assente durante l'accaduto, mi accompagna al Pronto Soccorso dove nel giro di un'ora mi vaccinano. Sembrerebbe una puntura contro la rabbia, come si dovrebbe fare in questi casi. Scoprirò qualche settimana dopo che altro non era che un vaccino contro l'antitetanica. Correggetemi se sbaglio, ma non mi risulta che i cani abbiano chiodi arrugginiti al posto dei denti! E così la febbre alta post-vaccino che mi becco due giorni dopo il morso acquisisce i contorni della presa in giro.
Oltretutto da quel giorno sento un'inspiegata voglia di mordere tutto e tutti, come se l'effetto dell'incidente iniziasse a farsi vivo. Non sono certo uno che si può considerare glabro, ma anche i peli stanno crescendo più rapidamente del solito (anche se qui lo attribuiscono al sole e alla particolare umidità). Chiunque passi per la parte settentrionale del Sud America nelle prossime notti di luna piena è avvisato...










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