CUBA, La Rivoluzione è dentro di noi

Alzi la mano chi non ha avuto voglia almeno una volta nella vita di rivoluzionare il proprio modo di pensare, a causa di un fallimento, a causa di una delusione o a causa di una semplice mancanza di spirito. La mia mente mi riporta mediante diversi flashback a quante volte mi sono sentito così in vita mia, con la voglia matta di fare starting over. Davanti all'Arca de la libertad, simbolo per eccellenza della Revolucion castrista situata all'interno del Museo della Revolucion a La Havana i flashback arrivano spontaneamente uno dopo l'altro. L'opera è uno splendido dipinto a forma di barca all'interno dell'ex quartiere generale di Baptista, assaltato dall'esercito di Che Guevara nel '57 e che porta ancora addosso i segni della battaglia, evidenziati dai fori sui muri causati dall'assalto armato dei rivoluzionari. Qui, in un coloratissimo collage, sono raccontate con le immagini le vicissitudini del regime cubano dal suo insediamento ai giorni nostri. L'atmosfera tipica di un museo cela un po' di sconforto generale per la dipartita sentitissima di Hugo Chavez che ha praticamente paralizzato il paese per tre giorni. Il giorno dopo, sotto un sole cocente, praticamente tutta Cuba si è data appuntamento in Plaza de la Revolucion, dove ogni cittadino cubano ha potuto apporre la propria firma sul documento che il paese invierà al Venezuela come messaggio di cordoglio. Temerari e un po' incoscienti proviamo anche noi a intrufolarci nella folla, tipica dei migliori concerti musicali ma parecchio più educata e rispettosa della mancanza di respiro generata dalla calca, ma il sole allo zenit non ci dà tregua. Dopo aver visto qualche capogiro di troppo ai danni di alcuni cubani, rinunciamo a mettere la nostra firma. Vedendo la coda chilometrica di una calma olimpica che si è sviluppata per raggiungere la piazza principale di La Habana, non posso fare a meno di pensare a una delle mie elucubrazioni. La rivoluzione è un concetto che va ben oltre la forza armata: parte da un punto e si espande a macchia d'olio come un vento inesorabile di cambiamento rispetto a qualcosa di oppressivo. Non è mai questione di se ma di quando coinvolgerà la maggioranza delle persone. Un po' come un'idea, un concetto veritiero che va a installarsi nella mente della gente. C'è chi lo recepisce subito, chi necessita di essere instradato ma alla fine sono sempre in minoranza coloro che lo rigettano a priori.












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