CUBA, Un viaggio d'altri tempi



Dopo cinque giorni passati nella capitale cubana è arrivato il momento di dare il giusto peso ai nostri zaini da globe trotters e spostarci verso sud est in direzione Santiago de Cuba. Non senza tappe intermedie, a giudicare da una sorta di itinerario che abbiamo preparato preventivamente, giusto per avere un parametro che ci permetta di visitare alcuni dei luoghi più belli dell'isola e di tornare in tempo per il nostro volo di uscita verso Caracas.  Salutiamo Eugenio e Rachele, che sono stati così gentili e ospitali con noi e con gli altri turisti con i quali condividevamo il piano e che ci hanno dato un piccolo assaggio del grande altruismo della popolazione. La nostra seconda tappa cubana è Playa Larga, una località di mare situata nella parte più a nord della Baia dei Porci, teatro nel 1961 di una delle tante disfatte militari americane, che proprio al largo della costa tentarono di penetrare a Cuba per rovesciare il regime comunista che si era insediato pochi anni prima. Stabiliamo speranzosi un percorso che ci permetta di arrivare lì entro sera spendendo il meno possibile (quantomeno non CUC) Il nostro primo spostamento è grazie a un affollatissimo autobus di linea che attraversa tutta la città per portarci a ridosso di una carrettera dove con nostra sorpresa troviamo parecchi autostoppisti alla ricerca di uno strappo. Per noi il passaggio arriva pochi minuti dopo grazie a una camionetta che non sfigurerebbe affatto per accompagnare deportati in un campo di concentramento. E' in realtà la tipica corsa interurbana cubana che accompagna i cittadini dell'Avana alle province limitrofe per la modica cifra di 5 pesos cubani. Scendiamo allo svincolo dell'autopista nacional dove anche lì troviamo numerose persone, anche delle autorità, che aspettano tranquillamente sotto il solleone il loro turno per essere accompagnati a destinazione. E' straordinario come questo paese non si sia fermato agli anni '60 solo dal punto di vista architettonico e solo per le limitazioni alla modernità imposte dall'embargo, che fanno sfrecciare per le strade i modelli di automobili della Ford e della Chevrolet messi in mostra come se fossero gli ultimi modelli sul mercato. Ci rendiamo conto di quanto ci sentiamo in un'altra epoca quando affianco una giovane cubana in attesa dello strappo chiedendole se possiamo condividere con lei il nostro percorso, dato che va nella nostra stessa destinazione. Senza esitare si offre disponibile a aspettare con noi a patto di trovare un carro che ci possa caricare tutti quanti, cosa che succede pochi minuti dopo, quando due ragazzi cubani diretti a Cienfuegos ci offrono il loro aiuto a bordo della loro automobile. L'autista proseguirà per Santiago e da lì si trasferirà con un aereo a Miami, mentre l'altro gestisce la finca di famiglia dalle parti proprio di Cienfuegos, e di lasciare Cuba non lo sfiora nemmeno l'idea. Approfittiamo della buona luna dell'autista, o più che altro del fatto che flirta di continuo con la ragazza cubana. Arrivati a destinazione così, pur di non fare brutta figura con lei finisce per offrire il passaggio a tutti senza farci spendere un peso.  Salutiamo i due ragazzi e la giovane allo svincolo per Playa Larga, dove la nostra buona stella continua il suo lavoro. Giusto il tempo di lasciare giù i nostri bagagli alla fermata di una guagua che passa proprio di lì un camioncino di lavoratori diretto a Playa Larga che ci dà un passaggio senza chiederci nulla. Non ci sembra vero di essere arrivati a destinazione con 6 ore di anticipo rispetto a quello che pensavamo, praticamente a costo zero. La casa particulare nella quale dobbiamo alloggiare è situata di fronte a un enorme spiazzo in erba dove i cavalli vanno abitualmente a depositare il loro concime, lasciando libera, come in un tacito accordo, la zona centrale in terra battuta, utilizzata dai bambini del luogo per giocare a calcio e a baseball. Playa Larga è un complesso di case tutte rigorosamente al pianterreno, la maggior parte delle quali affittano camere per turisti. Sfortunatamente la proprietaria è stata avvisata troppo tardi dal nostro contatto di L'Avana, e così veniamo mandati in un'altra casa, dove facciamo la conoscenza di Iliana ed Edoardo, una coppia cubana che gestisce l'abitazione. I due sembrano proprio brave persone di cuore, con le quali però trattiamo non poco il prezzo per rientrare nel nostro budget. Ci promettono che ci tratteranno con i guanti e che non ci pentiremo di aver scelto la loro casa. Nei giorni successivi scopriremo quanto avessero avuto ragione.
E ora cosa manca? Mmm, si, la solita massima per chiudere il capitolo. Non sarei a mio agio se non ne trovassi una bella pomposa e prolissa come piacciono a me.
Beh, il viaggio. Questa tratta dall'Avana a Playa Larga è esattamente come ci si aspetta che possa essere una vita: quando si parte non si sa come si arriva, quando si arriva e se ci si ferma prima del previsto. Come ogni vita da un momento all'altro arriva in agguato lo sconforto, la voglia di mollare e di scegliere la strada più semplice. Man mano che si familiarizza con la buona sorte però ci si rende conto che ci si imbatte in un flusso. Fino a quando ci si fa trascinare da questa corrente si acquisisce sempre più consapevolezza che la tenacia di oggi è la felicità di domani, sempre che si sia disposti a vivere a fondo la tenacia, anche quando ha facce poco simpatiche di attese, rifiuti e fallimenti vari.












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