CUBA, Il Truman Show


Playa Larga e’ il luogo dove gioco forza entra un po’ nel vivo il nostro viaggio, se si esclude lo stillicidio di emozioni che ci ha portato fino a qui dall’Avana. Complice il lutto nazionale per omaggiare Hugo Chavez infatti, nella capitale cubana e’ stata un’impresa titanica trovare un locale dove si suonasse musica tipica e  nell’unico posto che eravam riusciti a trovare ci eravamo imbattuti in una sorta di live strappalacrime proprio in ricordo dell’ex presidente venezuelano. Facendo la conoscenza di alcuni abitanti del luogo ci concediamo cosi’ una notte in una discoteca situata praticamente sulla spiaggia, dove pero’ facciamo la conoscenza della inefficienza energetica dell’isola. Dopo neppure un’ora dal nostro ingresso va in corto circuito l’impianto del suono e nessuno a parte noi sembra molto indispettito dal disservizio. Ci ritroviamo cosi’ poco dopo a ballare direttamente in strada al ritmo di una salsa cubana trasmessa da un’automobile hitchcockiana che fungera’ da taxi (condiviso con altre dodici persone, meglio non stare a spiegare in che maniera ci han fatto entrare) per tornare a casa. Ci va meglio quando puntiamo a visitare la Cueva de los peses, una delle spiagge che costeggiano la Baia dei Porci, nella quale possiamo concederci un’intera giornata di snorkeling, ammirando cosi’ la barriera corallina del posto, nonche’ alcune forme di pesci colorate davvero straordinarie. Tornati a casa i due proprietari (quelli del coccodrillo) ci fanno sapere che dovremo passare la notte in un’altra abitazione in quanto avevano dimenticato una prenotazione per la stessa sera. Succede cosi’ una cosa che diventera’ consuetudine praticamente per tutto il viaggio a Cuba. In qualsiasi citta’ ci fermiamo ad alloggiare cambiamo sistematicamente casa particulare almeno una volta come se chi ci ospita sia coinvolto in una vera e propria rete di contatti per condividere i turisti. Il dubbio diventa realta’ quando arriviamo a Trinidad e la donna che ci dovrebbe ospitare, che tanto per cambiare ci affida invece a una nipote, ci mette al corrente che Idalmis, il nostro contatto trovato mediante Couch Surfing, sta seguendo praticamente tutte le nostre mosse come una sorta di tour operator non richiesto che contribuisce a farci pernottare in tutta Cuba a prezzi piu’ bassi della media. La sensazione che provo in prima battuta e’ un po’ quella di Jim Carrey in Truman Show, quando si rende conto di essere sotto il perenne controllo di una telecamera. Dopo un po’ e’ lo spirito cubano a fare placare la mia inossidabile cultura del sospetto, mettendo in risalto ancora una volta il senso di comunita’ e di condivisione di qualsiasi cosa, da un tozzo di pane a una coppia di viaggiatori.

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