CUBA, Santa Clara

Nessuno puo’ pensare di essere stato a Cuba senza aver fatto tappa nella citta’di Santa Clara. Ah dimenticavo: ancora troppe persone associano a Cuba resort paradisiaci e turismo sessuale e quando gli parli di Che Guevara lo collegano a Peace, Love & Marijuana. Poverino, forse farebbe un’altra rivoluzione se lo venisse a sapere.
Santa Clara e’ una Cuba che non ti aspetti. 
Quella dei frikkettoni, degli universitari, delle piazze colme di gente la sera e dei concerti per ogni generazione praticamente a ogni angolo di strada. Come Camaguey doveva essere una tappa intermedia, finira’ per diventare uno dei luoghi piu’ apprezzati nella nostra personale classifica di gradimento. Qualsiasi cosa qui, qualsiasi frase, scritta sui muri, murale o affresco si riferisce a Che Guevara. E’ la citta’ del pugno chiuso  davanti alla sua statua del museo che ne ripercorre tutte le sue gesta e di vagoni deragliati che sono diventati cimeli e sono stati gelosamente custoditi cosi’ com’erano rimasti ai tempi della battaglia di conquista. E’ la citta’ dove ci si commuove per una lettera di commiato di Che Guevara a Fidel Castro che mette in evidenza alcune incomprensioni reciproche senza intaccare la fraterna amicizia che li ha contraddistinti. E’ la citta’ dove assisto per la prima volta a un rito evangelista e alla devozione dei seguaci completamente proiettati nella dimensione empirica. E’ la citta’ di una levataccia alle 5 del mattino e di una chilometrica scarpinata notturna per trovare un autobus che ci riporta diretti all’Avana. E’ la citta’ dell’ultimo saluto  alla statua di Che Guevara nottetempo, quando non c’e’ nessun turista a rovinare la visuale ma in agguato si aggira un Ale Cona che con la sua resaca rovina il momento a suon di rutti roboanti. E’ la citta’ dove una piazza principale viene trasformata in una discoteca a cielo aperto per quindicenni e il giorno dopo diventa una sorta di salsa party per 70enni, che sfoggiano tutta la loro esperienza in fatto di ballo, facendoci sembrare pali della luce al confronto.
Ci sarebbero tante, troppe cose che provocano ispirazione tra queste mura. Per chiunque si riconosca nei valori socialisti, che abbia uno spiccato senso di comunita’ questo non e’ un luogo di vacanza. E’ come la Mecca per un musulmano o Roma per un cattolico. E’ una tappa obbligata per capire chi sei.





















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