CUBA, Si, Viaggiare

Rispetto al flusso cosmico del quale abbiamo usufruito nel nostro spostamento dall’Avana a Playa Larga, arrivare a Trinidad e’ stato molto piu’ difficile grazie a imprevisti e lunghe attese sotto il sole cocente. Complice una non troppo convinta visita alla Cienaga de Zapata, un parco dove vivono coccodrilli d’allevamento, perdiamo praticamente tutta la mattina e ci ritroviamo a due passi dal nostro punto di partenza quando il sole e’ allo zenit. Sperimentiamo praticamente ogni tipo di mezzo di trasporto per arrivare prima possibile a Cienfuegos, tappa intermedia obbligata per raggiungere una delle citta’ piu’ conosciute di Cuba: dalla camionetta di due militari che ci danno un passaggio, fino a un traino a cavalli che per qualche pesos cubano ci accompagna allo svincolo dell’Autopista per Cienfuegos. Laggiu’ perdiamo parecchio tempo ad aspettare un carro che ci accompagni in citta’. Il pollice in su’ in questo caso provoca piu’ fastidio che altro e gli autobus di linea sembrano sempre andare verso un’altra destinazione, o sono vietati agli stranieri. La nostra attesa finisce finalmente quando si ferma una coppia di turisti cubani diretti proprio a Cienfuegos. Un viaggio piu’ lungo del previsto in base ai nostri calcoli, dato che arriviamo in citta’ stanchi e affamati alle 4 del pomeriggio, dopo una tratta tortuosa di percorso fatto di buche e di interruzioni. Qui i tassisti sono piu’ insistenti del solito nel volerci accompagnare a Trinidad per un prezzo irrisorio a loro modo di vedere, ma che noi non abbiamo alcuna intenzione di spendere. La stanchezza, un pizzico di nervosismo e qualche condizionamento di troppo hanno la meglio sulla voglia di aspettare un passaggio a costo zero. Accettiamo cosi’ un passaggio dal Viazul, l’autobus per turisti che per 6 CUC cadauno ci fa arrivare a destinazione quando il sole si accinge a tramontare. Per noi e’ come una sconfitta salire a bordo di un mezzo di trasporto dove praticamente non c’e’ neppure un cubano, e il senso di inquietudine si accentua quando arriviamo a Trinidad e subiamo l’assalto inferocito dei proprietari di case particulares che attendono i turisti direttamente all’uscita del terminal della Viazul, formando una folla urlante che ti bracca per convincerti a scegliere la sua abitazione. Usciamo indenni da questa situazione incontrando casualmente sulla calle Georgina, la donna che avrebbe dovuto ospitarci e che invece ci affida alla nipote. Tutte le nostre stanchezze spariscono quando conosciamo la giovane che ci mostra dove dovremo passare la notte. Un piano intero tutto per noi, compreso di due diversi terrazzi, un ampio salone e due stanze da letto. Giusto per contraddire quello che pensavo appena arrivati all’Avana. Per ora le nostre sistemazioni sono state infatti tutto fuorche’ precarie, facendoci rientrare comunque nel nostro budget e facendoci cosi’ concentrare sulla straordinaria bellezza dei posti nei quali ci siamo imbattuti. Trinidad, che con il suo centro rimasto all’eta’ coloniale farebbe ottima figura come location di un western di Tarantino, ne e’ il perfetto esempio.




















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